Ho visto una ragazza ferma su una scalinata, pensierosa, forse girata verso il giorno prima. No, non la si poteva distogliere. Allora mi sono incuriosito, ed ho guardato anche io a ieri. Mmm una bella giornata dopotutto il sole in alto, la brezza sul viso, lo sguardo si posa sulle cose amichevoli. Si ieri e' stato un bel giorno, ma che aveva di speciale? Forse era il giorno...
Era solo quel giorno, quel momento unico, speciale.
Non ho più la stessa sensazione, forse solo perché non ho il tempo e la voglia di sedermi di nuovo su uno scalino freddo e guardare, guardare senza pensare, senza pensare al tempo.
Ero incuriosito.
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lunedì 21 febbraio 2011
domenica 20 febbraio 2011
La Domenica di G.
Oggi è Domenica. Ho aperto solo un occhio, l'altro resta a poltrire, complice una lacrima che asciugatasi ha creato il famoso "effetto lago salato". Cavolo, la pallavolo. Stamattina c'è la partita e Andrea gioca! Mi alzo e per poco non inciampo incrociando malamente le gambe per la fretta. Corri lavati vestiti svegliati sveglialiiii!. Siamo in ritardo porc... miseria. Altro non dico per non urtare le orecchie della mia tenera consorte che appena sveglia non sopporta il mio alito e le mie parolacce (santa donna!).
giovedì 17 febbraio 2011
Una torta a forma di cuore
Una settimana del mio tempo e il libro di ricette di fronte agli occhiali da lettura
e al cervello da adolescente nel fisico degli 'anta, un po' provato
Avevo il sogno. Il sogno è qui (pensavo) pericoloso come una saetta,
morbido e docile come un panino al latte (il sogno)
appeso al filo virtuale di un telefono cellulare
Aspettavo un segnale, anche dal bluetooth
e al cervello da adolescente nel fisico degli 'anta, un po' provato
Avevo il sogno. Il sogno è qui (pensavo) pericoloso come una saetta,
morbido e docile come un panino al latte (il sogno)
appeso al filo virtuale di un telefono cellulare
Aspettavo un segnale, anche dal bluetooth
venerdì 11 febbraio 2011
LA ZINGARA
Alba, la capitale delle Langhe, è una città fondata dai romani (Alba Pompea). Da molti, non a torto, è considerata una delle capitali del buon vivere.
Perchè si mangia bene e si beve meglio.
E' una città da visitare per le bellezze storico artistiche, per il carattere gioviale e ospitale degli albesi (l'eccezione che conferma la regola che descrive, a ragione, i piemontesi come chiusi e poco comunicativi), per apprezzare il tartufo e soprattutto per assistere allo spettacolare Palio degli Asini che è davvero molto divertente.
martedì 8 febbraio 2011
Sabato pesce! (con foto di crostaceo)
Il sabato è la giornata dedicata al pesce (a casa mia) e inizia così: sveglia alle sette, per fare da "sveglia" al figliolame che si deve recare a scuola, visto che dalle nostre parti la settimana corta e il tempo pieno sono speranze ormai vane. Finalmente alle otto riesco a cacciare fuori figliole e legittimo (consorte) che mi abbandona alle mie faccende con l'ultima frase, sempre la stessa: lo facciamo il pesce?. Ogni volta impiego circa trenta secondi a connettermi con il significato della frase: - fare il pesce, ovvero imitare il piccolo Marx (il pesce rosso di famiglia) che scuote beato le pinne e boccheggia nella sua vaschetta? Poi mi ricordo! E' la frase che apre il Sabato.Vuol dire che devo semplicemente recarmi in pescheria e procurarmi, dietro il pagamento di considerevole somma di denaro, una quantità di pesce pari a quella occorrente a sfamare circa 10 persone. Il compito non finisce qui, si tratta di tornare subito dopo a casa, pulirlo e cuocerlo e di solito sono due buste con almeno tre tipi diversi di pescato che necessitano, è ovvio, di almeno tre cotture differenti.
Facciamo, puliamo, cuciniamo sono verbi coniugati alla prima persona plurale, chissa perchè poi, in cucina sono sempre sola!
lunedì 31 gennaio 2011
manomissione delle ricette
Mio marito mi ha accusato di manomettere la cucina, ed attraverso queste manipolazioni-manomissioni, di dissacrare tradizioni e sapori. Mi ha accusato di eccessiva "modernizzazione", con conseguente depauperamento della cucina tradizionale.
Il riferimento è alla soppressione della frittura, che ho bandito dai miei fornelli qualche anno fa, se non per qualche raro breve excursus dettato da reale necessità (tipo fritto misto calamaro e gambero). La frittura si è trasformata in fornfrittura (frittura al forno) e si è prestata a varie applicazioni che, senza presunzione alcuna, ritengo financo degne di nota.
giovedì 27 gennaio 2011
Anna Frank: le ultime righe del "Diario"
"Ho molta paura che tutti quelli che mi conoscono così come sono sempre scoprano che ho anche un altro lato più bello e più buono. Temo che mi prendano in giro, mi trovino ridicola, sentimentale e non mi prendano sul serio. Sono abituata a non essere presa sul serio, ma solo la Anne "superficiale" ci è abituata e lo può sopportare, la Anne più "profonda" invece è troppo debole (...) Oh, vorrei tanto ascoltarli, ma non riesco, se sono silenziosa e seria tutti pensano che sia uno scherzo e devo salvarmi con una battuta di spirito, per poi non parlare dei miei familiari che pensano che io stia male, mi fanno inghiottire pastiglie per il mal di testa e calmanti, mi toccano il collo e la fronte per sentire se non ho la febbre, s'informano se sono andata di corpo e criticano il mio cattivo umore. Non sopporto, quando si occupano tanto di me, allora sì che divento prima sfacciata, poi triste e alla fine torno a rovesciare il cuore, giro in fuori la parte brutta e in dentro la buona e cerco un modo per diventare come vorrei tanto essere e come potrei essere se. nel mondo non ci fosse nessun altro".
mercoledì 26 gennaio 2011
Brasato al Barolo? No, al Nero d'Avola, Di Emanuele Pecheux
Il Brasato al Barolo è un gran secondo della tradizione dell' antico Piemonte.
Poichè una bottiglia di Barolo (vero), che, non dimentichiamolo, a ragione è universalmente riconosciuto come il re dei vini, oggi ha assunto prezzi stratosferici, potrebbe essere interessante una variante siciliana che vi propongo utilizzando, in luogo del Barolo, il Nero D'Avola che è un ottimo rosso molto strutturato.
Ingredienti per 6 persone:
1 chilo di carne di manzo (la parte migliore da utilizzare è lo scamone,
chiedete consiglio al vostro macellaio)
1 bottiglia di Nero d'avola (ottimo il Duca Enrico di Salaparuta che, di
regola, non supera mai i 13°)
Poichè una bottiglia di Barolo (vero), che, non dimentichiamolo, a ragione è universalmente riconosciuto come il re dei vini, oggi ha assunto prezzi stratosferici, potrebbe essere interessante una variante siciliana che vi propongo utilizzando, in luogo del Barolo, il Nero D'Avola che è un ottimo rosso molto strutturato.
Ingredienti per 6 persone:
1 chilo di carne di manzo (la parte migliore da utilizzare è lo scamone,
chiedete consiglio al vostro macellaio)
1 bottiglia di Nero d'avola (ottimo il Duca Enrico di Salaparuta che, di
regola, non supera mai i 13°)
½ bicchiere di Cognac (che sia cognac, anche non di grandissimo pregio,
non schifezze tipo Stock 84 o Vecchia Romagna, please)
2 cipolle
2 carote
½ sedano
2 spicchi di aglio
¾ chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
qualche bacca di ginepro (se non si trova, pazienza)
qualche grano di pepe nero (non peperoncino, por favor)
un mazzetto di erbe aromatiche: alloro, salvia, rosmarino, timo
Olio extra vergine di oliva
Un pizzico di sale grosso
Sale fino q.b.
non schifezze tipo Stock 84 o Vecchia Romagna, please)
2 cipolle
2 carote
½ sedano
2 spicchi di aglio
¾ chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
qualche bacca di ginepro (se non si trova, pazienza)
qualche grano di pepe nero (non peperoncino, por favor)
un mazzetto di erbe aromatiche: alloro, salvia, rosmarino, timo
Olio extra vergine di oliva
Un pizzico di sale grosso
Sale fino q.b.
Riso, minacce e timballi.
La peggiore minaccia che si possa fare ai miei coinquilini (sinonimo personale di famiglia) è: -"per pranzo ti faccio trovare riso in bianco, e almeno per una settimana!". Io adoro il riso, in qualsiasi composizione, ma, per loro il riso (e in bianco) è la cosa peggiore che possa capitare in tavola, peggio delle camicie non stirate e della mie assenze per l'ora di cena (eventualità che si verifica non più di due volte l'anno, a causa di accadimenti straordinari). I miei coinquilini, un maschio adulto e due femmine adolescenti, non gradiscono nemmeno il risotto, per una forma di idiosincrasia per me tutt'oggi incomprensibile.
Pensare che il risotto (con gli asparagi, con i funghi, alla milanese) è uno dei primi piatti che ho provato a cucinare e imparato a preparare, anche abbastanza bene, ma, evidentemente, non tanto da far vincere l'avversione della famiglia.
Stamane, per esempio, la minaccia del riso è riuscita a farmi risolvere un problema che necessitava della collaborazione del maschio adulto di casa (leggasi adorato marito).
Unica eccezione al rifiuto è l'arancino di riso (che non preparo quasi mai) o il timballo (di riso, ovviamente).
Il timballo di riso l'ho ereditato da mia suocera, e, di conseguenza, il fatto dovrebbe essere già di per se una garanzia di sicura approvazione (vuoi mettere la cucina di mamma e nonna!). Mia suocera a sua volta lo ha acquisito dalla sua migliore amica, che per le femmine adolescenti (leggasi figlie adorate) è la famosa e affettuosa zia Vittoria.
La ricetta non è semplicissima, e mia suocera me l'ha insegnata dicendomi :-"Non posso spiegartela, devi guardare mentre la preparo". Per cui, pazientemente, ho guardato e imparato.
Per un chilo di riso:
800 grammi di carne tritata
400 gr di piselli piccoli
una scatola da 250 gr di concentrato di pomodoro
mezzo bicchiere di vino rosso
una cipolla
sedano
800 grammi di carne tritata
400 gr di piselli piccoli
una scatola da 250 gr di concentrato di pomodoro
mezzo bicchiere di vino rosso
una cipolla
sedano
carota
3 uova
3 uova
una scamorza bianca o mozzarella o altro formaggio filante
due o tre bustine di zafferano (se sapete dosarlo meglio quello sfuso da acquistare in drogherie specializzate)
olio di oliva extra
burro
martedì 25 gennaio 2011
L’Ultimo romanzo di Enzo Barnabà sarà presentato a Piazza Armerina
Il tour di presentazioni del nuovo romanzo di Enzo Barnabà tocca anche Piazza Armerina. Il libro si intitola “Il ventre del Pitone” ed è l’ultima fatica di Enzo Barnabà, scrittore, saggista, amante ed esperto dell’Africa. E’ la storia della Cunègonde e della sua odissea dalla Costa d’Avorio a Palermo. Una narrazione straordinaria che porta il lettore dentro l’Africa di ogni giorno, quella dove le abitudini tribali e l’economia globale convivono in un apparente equilibrio.Cunègonde bambina, nata in piccolo villaggio ivoriano, si trasferisce con la famiglia in una grande città e lì si forma come persona e come donna, a contatto con gli aspetti più volgari dell’umanità della periferia del mondo, ma anche con le antiche tradizioni della sua gente, i riti stregoneschi, le superstizioni, le abitudini di un popolo sempre legato alla realtà tribale e agli antichi usi, nei quali riti animisti e dottrina cristiana si fondono e realizzano una spiritualità profonda e nuova.
Da questo mondo, nella speranza di un futuro migliore, Cunègonde fugge, intraprendendo un faticoso e pericoloso viaggio alla volta dell’Europa.
sabato 15 gennaio 2011
lunedì 10 gennaio 2011
sugo con i carciofi
I carciofi sono spinosi (tranne quelli romani, rotondi e senza aculei). Le spine rendono il loro sapore più gustoso, e il cuore particolarmente tenero. Il sugo con i carciofi è ottimo per condire la pasta, possibilmente corta. Le mezze penne lisce, i fusilli o i tortiglioni non avranno nulla da ridire.
La preparazione, a parte la scocciatura di pulire i carciofi, non è particolarmente laboriosa, ma la cottura è piuttosto lenta.
4 carciofi con le spine
una cipolla piccola
martedì 4 gennaio 2011
La Bagna Cauda di Emanuele
Ingredienti e dosi per 4 persone:
250 g di olio di oliva, meno di 50 gr. di burro o panna da cucina, 250 g
di acciughe sotto sale, da 2 a 4 teste d'aglio, 3 dl di latte intero
(meglio se fresco)
giovedì 30 dicembre 2010
sabato 25 dicembre 2010
giovedì 23 dicembre 2010
Di Mauro Mirci "Il mitico pesto alla trapanese o giù di lì (per gentile concessione dell'autore)
di Mauro Mirci
Questo pezzo -letto dal vivo durante la serata “Sunaturi e cunti” del 29 dicembre – necessita di un’introduzione.
Durante una visita a Roma, ospite di Girolamo Grammatico, lui e la cara Cristina (un salutone a entrambi), prepararono un ottimo pesto che mi dissero essere il mitico pesto alla trapanese. Essendo loro trapanesi (vabbé, ericini*, ma siamo lì), e pertanto titolari di un diritto all’autorevolezza in materia, prestai attenzione alla preparazione della preziosa salsa, che, mi fu raccomandato, richiede l’uso di un mortaio (da cucina, ovviamente), meglio se di pietra. Se di legno, pazienza.
Durante una visita a Roma, ospite di Girolamo Grammatico, lui e la cara Cristina (un salutone a entrambi), prepararono un ottimo pesto che mi dissero essere il mitico pesto alla trapanese. Essendo loro trapanesi (vabbé, ericini*, ma siamo lì), e pertanto titolari di un diritto all’autorevolezza in materia, prestai attenzione alla preparazione della preziosa salsa, che, mi fu raccomandato, richiede l’uso di un mortaio (da cucina, ovviamente), meglio se di pietra. Se di legno, pazienza.
mercoledì 22 dicembre 2010
Amore, non andare alla manifestazione, ti preparo i fusilli alla Gasparri!
Dai! Resta a casa che queste manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate!
Dosi per ambedue gli apprensivi genitori e due figli "potenziali assassini frequentatori di manifestazioni"
400 gr. di pasta (fusilli o mezze penne).
uno scalogno
300 gr. di piccoli pomodori (meglio se datterini della zona di Pachino)
400 gr. di acciughe fresche private della testa e della lisca
200 gr di pangrattato
olio
sale
peperoncino
prezzemolo
martedì 21 dicembre 2010
Bucce d'arancia candite (con ferito, cioccolato & Co.)
Le bucce o scorze d'arancia candite si ottengono con un procedimento lungo, ma sostanzialmente semplice. La ricetta in se è composta da ingredienti facilmente reperibili e gli strumenti per realizzarla appartengono a tutte le cucine mediamente fornite. La massima difficoltà consiste nel procurarsi delle arance "non trattate" e dalla buccia spessa, impresa che, dalle nostre parti, non è sicuramente impossibile. In questi giorni sono stata assente dal blog appunto perchè tutte le mie energie extra-lavorative (e nel "lavorative" sono comprese anche certe incombenze prenatalizie sulle quali preferisco elegantemente sorvolare) sono state assorbilte dalla preparazione delle "buccette" come le mie deliziose "creature" le chiamano.il tempo di preparazione è piuttosto lungo, ci vogliono 6 giorni (ma non spaventatevi, sono brevi passaggi intervallati da giornate di "riposo")
Le arance vanno bucherellate con una forchetta in modo energico e messe a bagno in acqua. l'acqua deve essere sostituita tre volte al giorno per tre giorni. Al quarto giorno si procede come di seguito:
giovedì 16 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
Spaghettoni alla "Scilipoti"
Mi sembra giusto, stasera, che la temperatura dalle mie parti si aggira intorno ai meno due gradi, dedicare una calorica ricetta al responsabile del "quasi secondo governo Berlusconi", detto anche, per citare Rosy Bindi "1° governo Scilipoti". Gli spaghetti alla Scilipoti sono una ricetta consolotoria, calorica e molto facile tantè che per realizzarla non necessitano grandi doti (da cuoco).
Il povero Domenico Scilipoti ieri, mentre tentava di difendersi dalle accuse dei giornalisti sul suo sostegno a Berlusconi ed al suo governo bis, o quasi, mi ha fatto molta tenerezza. Ha detto "sono più intelligente di quello che pensa" alla incalzante intervistatrice, per questo gli dedico questi spaghettoni consolatori, calorici e indipendenti (dai giudizi altrui)
Spaghettoni alla "Scilipoti"
per 4 persone (anche se tre sono bastevoli, in certi casi!)
mezzo chilo di spaghettoni di buona qualità, meglio se freschi o "di casa"
tre zucchine medie
uno scalogno
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
un bicchiere di panna da cucina
burro
In una padella ben larga fate soffriggere nel burro le zucchine tagliate a piccoli pezzi sottili con lo scalogno, aggiungendo il sale.
quando sono ben cotte unite il cucchiaio di concentrato di pomodoro. stemperate con pochissima acqua calda solo se necessario.
Completate con la panna da cucina e, se volete, una spolverata di pepe nero.
Nel frattempo avrete fatto cuocere al dente gli spaghettoni, che verserete dopo averli scolati nella padella con il condimento per farli saltare. Fate attenzione a chè durante quest'ultima operazione gli spaghetti non scivolino dalla padella al fornello, giusto per cambiare all'improvviso posizione, è l'effetto "Scilipoti"
Il povero Domenico Scilipoti ieri, mentre tentava di difendersi dalle accuse dei giornalisti sul suo sostegno a Berlusconi ed al suo governo bis, o quasi, mi ha fatto molta tenerezza. Ha detto "sono più intelligente di quello che pensa" alla incalzante intervistatrice, per questo gli dedico questi spaghettoni consolatori, calorici e indipendenti (dai giudizi altrui)
Spaghettoni alla "Scilipoti"
per 4 persone (anche se tre sono bastevoli, in certi casi!)
mezzo chilo di spaghettoni di buona qualità, meglio se freschi o "di casa"
tre zucchine medie
uno scalogno
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
un bicchiere di panna da cucina
burro
In una padella ben larga fate soffriggere nel burro le zucchine tagliate a piccoli pezzi sottili con lo scalogno, aggiungendo il sale.
quando sono ben cotte unite il cucchiaio di concentrato di pomodoro. stemperate con pochissima acqua calda solo se necessario.
Completate con la panna da cucina e, se volete, una spolverata di pepe nero.
Nel frattempo avrete fatto cuocere al dente gli spaghettoni, che verserete dopo averli scolati nella padella con il condimento per farli saltare. Fate attenzione a chè durante quest'ultima operazione gli spaghetti non scivolino dalla padella al fornello, giusto per cambiare all'improvviso posizione, è l'effetto "Scilipoti"
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